L'antichissimo mestiere del pescatore ha trovato nel nostro paese un luogo ideale per svilupparsi. Attualmente la produzione italiana è più di un terzo di quella totale dei paesi del Mediterraneo. Decine di migliaia sono le persone impegnate nel "sistema pesca" con una flotta consistente e variegata lungo l'intera penisola che conta numerosi porti pescherecci con tradizioni anche antichissime.

Le origini della pesca in Italia risalgono infatti all'antica Roma: le prime conoscenze tecniche e scientifiche vennero riprese dalla cultura fenicia, greca ed etrusca.
Oggi pesci, molluschi e crostacei occupano un posto sempre più importante nell'alimentazione mondiale, sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo e il "sistema pesca" rappresenta una notevole fonte di reddito, che trae legittimazione dai pregi nutrizionali dei prodotti.

Attualmente in Italia si stima ci siano circa 78.000 operatori del settore ittico, di cui 44.000 sono i pescatori attivi; l'età media è di 40 anni. La produzione annuale è stimata sulle 536.000 tonnellate(1), con un fatturato di circa 3.500 miliardi, ma circa il 50% del pesce consumato dagli italiani viene importato.

La pesca italiana deve quindi prepararsi alla sfida dei mercati internazionali: per questo si sta lavorando ad una migliore organizzazione della categoria, mentre si opera con sempre maggiore coscienza per la difesa dell'ambiente. I pescatori sono infatti consapevoli che il loro lavoro è soggetto tanto a regole economiche quanto ecologiche e che la prosperità delle loro imprese dipende dalla disponibilità delle risorse marine.

La legislazione italiana di settore contiene specifiche norme per l'esercizio della pesca e dal 1982 viene elaborato, dal Comitato Nazionale per la Conservazione e la Gestione delle Risorse Biologiche del Mare, il "Piano triennale per la razionalizzazione e lo sviluppo della Pesca marittima", strumenti che integrano esigenze produttive e tutela delle risorse. Parallelamente la ricerca opera sul campo per analizzare il risultato di campagne di pesca sperimentali e per rilevare dati relativi all'abbondanza in mare e alla composizione per taglia di alcune specie, mentre si sviluppano le tecniche di acquacoltura che ha un fatturato di circa 700 miliardi ed un incremento del 10% annuo.
Altre leggi sono relative all'istituzione di riserve e aree protette con l'obiettivo di preservare e gestire meglio la risorsa mare coniugando le necessità degli operatori e le compatibilità ambientali.

La maggiore e più concreta attenzione delle istituzioni ai problemi e alle opportunità del "sistema pesca" coinvolgono sempre di più i pescatori che si sono riuniti in cooperative e associazioni specifiche.

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I porti
pescherecci


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