I PORTI PESCHERECCI

In un paese come l'Italia, i cui confini sono rappresentati principalmente dal mare, i porti sono una vetrina che espone storia, cultura e tecnologia.
Gli approdi dei pescatori sono quanto di più caratteristico possa offrire la costa: imbarcazioni vissute e segnate dalle campagne di pesca; attrezzature incomprensibili ai profani; metri e metri di reti stese ad asciugare.
I veri protagonisti della scena sono comunque gli uomini, con la loro frenetica attività, caratteristcica della partenza e dell'avvio del prodotto al mercato, che si alterna a momenti di pausa dedicati essenzialmente alla manutenzione delle attrezzature.

I porti della pesca in Italia riflettono le caratteristiche di un settore che è ancora largamente artigianale.
Nel nostro paese infatti si contano più di 800 punti di sbarco, di cui solo 198 sono porti in senso stretto. Gli altri sono semplici aree di attracco delle imbarcazioni: rade, baie, insenature naturali e tratti di spiaggia dove non di rado alle fasi di sbarco del prodotto si affiancano le contrattazioni e la vendita del pescato.

I porti che più hanno fatto la storia della pesca in Italia sono quelli siciliani di Mazara del Vallo, Trapani e Palermo e quelli dell'Adriatico dove si contendono il primato Chioggia, Ancona, Molfetta e Manfredonia.

Importanti sono anche le aree portuali tirreniche: Savona, Livorno, Monte Argentario, Napoli e Salerno. Il principale approdo peschereccio della Sardegna è il porto di Cagliari.

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