IL SETTORE ITTICO LOCALE

IL SETTORE ITTICO LOCALEIl settore della pesca determina nella Regione Veneto un fatturato annuo intorno ai 1.000 miliardi di lire, assorbendo una forza lavoro che, considerando l’indotto, oltrepassa le 10.000 unità lavorative.
Posta lungo l’Adriatico nord occidentale, il mare più produttivo d’Italia con oltre 2 milioni di quintali di pescato all’anno, quest’area si è andata sviluppando anche in tutti quei settori economici più direttamente legati all’attività della pesca.
Ci riferiamo in particolare all’articolato complesso delle strutture tecnologiche, impiantistiche ed amministrative che riguardano il passaggio dal pescato al consumo, nelle diverse fasi di lavorazione – trasformazione e della successiva commercializzazione. Nel Veneto hanno infatti sede alcune tra le più grandi aziende europee del settore, capaci agevolmente di lavorare i 150 mila quintali di prodotto ittico sbarcato ogni anno nei principali centri pescherecci di Venezia, Chioggia e Caorle.

Non va naturalmente trascurato il comparto della cantieristica peschereccia che, seguendo una tradizione millenaria tramandata da padre in figlio (quella dei cosidetti “maestri d’ascia”) è in grado di produrre dai classici scafi in legno alle più sofisticate imbarcazioni in ferro e vetroresina. Per quanto riguarda motori e strumentazioni di bordo relative ai vari tipi di pesca, il mercato veneziano offre inoltre tecnologie tra le più collaudate.

In un contesto economico così correlato al bene acque, diventa poi basilare l’attività di prevenzione e riduzione degli inquinamenti, e nel Veneto operano in questo settore aziende all’avanguardia su scala mondiale.
Il Veneto acquisisce inoltre primaria importanza per l’attività valliva.

Le valli da pesca sono degli specchi d’acqua salmastra modificati dall’uomo ai fini di pescicoltura, con argini, canali, bacini di pascolo, raccolta e sverno del pesce, prese d’acqua dolce e salata, chiaviche e impianti vari.
L’accentuata variabilità salina e di temperatura consente nell’ambiente vallivo l’allevamento solamente di specie spiccatamente eurialine, quali tradizionalmente branzino, orata, cefalame (volpina, caustelo, lotregano, verzelata, bosega), anguilla e acquadella.

Accanto a queste, altre specie ittiche di minore importanza sono presenti in valle, come sogliola, gobio, triglia, granchio, schila e capa tonda.
Nella laguna di Venezia le dimensioni delle valli sono alquanto varie, andando da 10 a 1.600 ettari. La maggior parte è comunque compresa nell’intervallo 300 – 600 ettari.
Nonostante la maggior parte dei prodotti ittici veneti sia costituita da specie d’acqua salata, la Regione si pone ai vertici nazionali per la produzione di pesce d’acqua dolce, con oltre 70.000 quintali annui (soprattutto trote), che rappresentano circa il 25% della relativa produzione italiana.

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